sabato 14 novembre 2015

Vabbuò...

Quando poco più di 10  giorni fa ti ho chiamata mi sono sentita sollevata.
Primo perché finalmente ero riuscita a prendere il telefono e fare quella benedetta telefonata. E poi perché  sentendo la tua voce così calma, la stessa di sempre nonostante tutto, mi sono rincuorata.
E' strano, come quando una persona, che ti sta a cuore, sta molto male si scateni in noi quell'assurdo meccanismo di autodifesa dal dolore che ti impedisce di starle vicina e darle conforto. Se a questo aggiungiamo anche i 1.600 Km di distanza la cosa diventa ancora più  complicata...
Da quando avevo saputo che ti avevano dispensato da ogni terapia ho pensato che avrei voluto chiamarti ma più ci pensavo più passavano i giorni e più mi tormentavo al pensiero del per quanto tempo avrei avuto ancora la possibilità di potere alzare il telefono e parlarti.
Poi finalmente l'ho fatto, senza pensare troppo a quello che ci saremmo dette ed è stata la cosa più naturale del mondo. Due cugine che parlavano di tutto e di niente, come sempre. Come se tutto fosse normale.
Ma purtroppo non lo era ed entrambe lo sapevamo...
Ci siamo salutate senza un "ci sentiamo presto" o altre solite frasi che si dicono per chiudere una chiamata.
Semplicemente con un "Vabbuò..." e tanti, infiniti puntini di sospensione.

Oggi non ci sei più, te ne sei andata come se ti fossi addormentata, mi hanno riferito, lasciando un profondo dolore nel cuore di tutti e tanti perché.
Dicono che Dio ha un disegno per ognuno di noi. Te l'ho scritto qualche giorno fa sulla tua bacheca più per rabbia che per  altri sentimenti.
Evidentemente mentre faceva il tuo gli si sarà spezzata la punta della matita e l'ha interrotto così senza un motivo. Probabilmente distratto da tutti i disastri che stiamo combinando in questo mondo.
Non trovo altra spiegazione alla tua sofferenza e di quelli che ti stanno vicini, Paoletta mia, e questo mi sembra ingiusto.
L'unica cosa che mi consola è il fatto che hai smesso di soffrire per il resto non ci sono parole, ma rimane solo un silenzio pesante.
Se penso a te adesso, ti immagino come Kate Hudson nell'ultima scena del film "Il mio angolo di Paradiso".
Non so se sei riuscita a realizzare i desideri che ti stavano più a cuore, ma di sicuro sei lì di nuovo sorridente e bella a osservare tutti da lontano ballando e sorseggiando uno spumantino in compagnia della zia.
Ciao Tesora.

A.

martedì 10 novembre 2015

Super Mamma, ma de che?

 
 
 

C'è che questo è un periodo non proprio  facile...
Troppa stanchezza accumulata, troppe ore di sonno perdute e non recuperate e miliardi di cose da fare: i progetti per l'associazione da portare avanti, le lezioni da preparare, i compiti della Nana, la casa da pulire mentre devi stare dietro alla Micro che adesso cammina "maniepiedi", spostandosi come una trottola da un angolo all'altro della casa.
A tutto questo, si aggiungono poi tanti pensieri che, ultimamente, come nuvoloni rendono un po' cupe le mie giornate.

Ok, adesso basta.
Stavolta  ho appeso davvero il cartello "Torno subito" e me ne vado in vacanza. Eh...Magari, mi piacerebbe! Però di fermarmi mi fermo.
Mica si può sempre fare la Supermamma, come capita di sentirmi chiamare da chi mi conosce.
E poi Supermamma per chi o per cosa?
Cosa c'è di super in questo rimbalzare continuamente da una cosa all'altra, cercando di riuscire a fare tutto e ad accontentare tutti...
Un po' di respiro, please.
Ogni tanto ci vuole, vi pare?
Ma del resto se oggi mi sento così la colpa principale la do a me stessa e al mio sentirmi indispensabile per le persone che vivono intorno a me e piena di responsabilità per le varie strade che ho intrapreso oltre che alla mia voglia di fare...tutto.
Se penso che dopo meno di 20 giorni dalla nascita della Micronana ho partecipato a un tavolo di lavoro con tanto di neonata e Nanetta al seguito - sentendomi perfino orgogliosa di me!- adesso col  senno di poi mi dico che ho fatto una gran bella scemata.
Perché di questo si tratta.
Forse, mi viene da pensare, se mi fossi fermata un attimo, se non avessi voluto fare quel di più che alla fine non ha cambiato poi così tanto la mia vita, e al contrario avessi pensato un po' di più ad aver cura me oggi non mi sentirei così "appesantita" e stanca.

Comunque sia, è andata e adesso che ho riflettuto e mi sono chiarita le idee mi sento pronta per fare una lista di nuovi buoni propositi.
Primo fra tutti: INIZIAMO A DEDICARCI A ME ovvero è arrivato il momento di dare una sistemata alle sopracciglia.

Baci belli a tutte mamme Imperfette!