venerdì 24 maggio 2013

23 Maggio

C'era una volta una ragazzina di sedici anni che un sabato pomeriggio senza sole, si trovava a casa, seduta nel tavolo del soggiorno, a studiare Inglese perché il lunedì avrebbe dovuto fare il compito in classe. Era annoiata, un pò ansiosa e pensava che le sarebbe piaciuto tanto essere fuori in quel momento magari in giro con le sue compagne a ridere e  scherzare anziché stare chiusa in casa a studiare.
Alle 18 fa una pausa e accende la tv.
Edizione straordinaria del TG.Chissà cos'è successo? Pensava.Squilla il telefono. E' papà. Deve scappare di corsa in caserma. Un suo collega l'ha incontrato per caso mentre faceva una passeggiata in centro e gli racconta quanto è accaduto pochi minuti prima.
Al TG nel frattempo scorrono le immagini. Ci sono delle macchine completamente distrutte e ricoperte di terra rossa, tutto sembra offuscato dal fumo, un pezzo dell' autostrada Palermo-Trapani all'altezza di Capaci tutta smantellata, autoambulanze poliziotti e carabinieri che guardano ovunque cercano... Ma cosa??? Il giornalista continua a raccontare. Ci sono nuovi aggiornamenti. I dettagli aumentano ogni minuto sempre di più. Ma anche nella sua voce si avverte lo sgomento nell'annunciare la notizia dell'attentato al giudice Falcone, della moglie e dei suoi agenti della scorta e nomina tutte le vittime coinvolte.
La ragazzina ascolta senza dire una parola. Perché non ci sono parole che possano esprimere il dolore per quanto è successo. Dolore e vergogna. Perché ancora una volta la sua città si è macchiata di sangue.

Sono passati esattamente ventuno anni da quel tragico attentato.
Oggi quella ragazzina è una donna di quasi 39 anni e questo pomeriggio è in macchina con la sua bambina di 4 e tra mille indecisioni alla fine cede alla necessità di raccontarle la storia di un cavaliere di nome Giovanni che insieme ai suoi fedeli amici ha combattuto contro una strega cattiva che aveva trasformato la sua amatissima Terra, un tempo bellissima e piena di colori, in un luogo tenebroso dove regnava solo la malvagità e la prepotenza.
Perché per lei, come per tutti quelli che viviamo in Sicilia, e soprattutto a Palermo, il 23 Maggio si è trasformato in un'ombra nera che ci portiamo dentro e durante la quale i ricordi di quanto è successo durante quella giornata ritornano vivi più che mai "Per non dimenticare", come dicono gli slogan sugli striscioni delle manifestazioni che in questa data si organizzano, tutti coloro che in questa Terra ci hanno creduto a costo della loro vita e di quelli che ancora lottano ogni giorno per renderla un posto migliore. 




martedì 21 maggio 2013

We can't smile without you

Hei tu, che sei il più taciturno della casa (anche se nessuno lo penserebbe mai di te!)
Hei tu, che a volte ti isoli nel tuo studio per sfuggire ai nostri canti e balletti casalinghi...
Hei tu, che ieri pomeriggio ti sei compiaciuto e un pò emozionato quando tua figlia ti ha abbracciato e ridendo ha detto "Papà, che BELLA FAMIGLIA CHE SIAMO!"
Hei tu, che ti sei stirato le camice da portarti per il tuo viaggio...
Hei tu, che ci manchi tantissimo, sebbene starai fuori per pochi giorni...
Hei tu, che in questi giorni lontano da noi avrai sentito la mancanza dei bozzi lasciati dalle "delicate" manate della nanetta sulla tua testa,
Hei tu che sei appena uscito dalla pizzeria e mi hai telefonato per dirmi che "stai scoppiando!"
Hei tu, che senza di te il nostro trio non è più un trio ma è diventato un duo...


Sappi che io e la nanetta ti aspettiamo perché we can't smile without you.