sabato 25 agosto 2012

Ritorni indesiderati

A volte ritorna.
E se devo dire come la penso mi da proprio fastidio.
Perchè ho fatto davvero tanto per non farlo tornare...
Anni e anni di lavoro su me stessa per riuscire a fare emergere la parte di me forte, sicura e in grado di affrontare qualunque cosa le capitasse.
E invece giusto quando è il momento di essere schietta e diretta.
Quando dovrei essere capace di dare una risposta ferma, spiazzante, che non dia repliche a chi cerca sempre di mettere gli altri in difficoltà (soprattutto in pubblico e davanti ad estranei che non sanno un cavolo di te), ecco riemergere quel mio IO timido, disarmato e incapace di difendersi, come dovrebbe e soprattutto come potrebbe, che prepotentemente scaccia mia tutte le mie sicurezze, rendendomi assolutamente vulnerabile.
Sono arrabbiata con me stessa ma anche delusa e non capita...

domenica 19 agosto 2012

L'orto felice

E' trascorsa quasi una settimana da quando siamo venuti a trascorrere qualche giorno di ferie nella casa dei miei nel paese di B.
Domani sarà l'ultimo giorno e anche se so che mi aspetta un'altra intensa settimana di vacanza con altre valige da preparare e da disfare sento già che mi mancherà il posto in cui mi trovo adesso.
Ogni volta succede sempre così.
Quando arrivo dopo mezza giornata vorrei scapparmene via...
Poi invece più passano i giorni più ritrovo il mio equilibrio.
Riesco a riconciliarmi con i luoghi, ritrovo le amicizie.
Perfino il rapporto con i miei si riequilibra e diventa tutto più sopportabile pure le costanti critiche di mamma, le nostre litigate e il suo non volere riconoscere che la mia cucina è più saporita della sua!
Uno di questi pomeriggi con la nanetta abbiamo accompagnato nonno A. in campagna. E' stato bello leggere sul suo volto la soddisfazione e la contentezza per il semplice fatto di essere lì con lui, nell'orto che ogni giorno coltiva con amore e devozione.
Abbiamo raccolto pomodori, zucchine e tenerume, mentre la mia piccola saltellava da una pianta all'altra,incuriosita e stupita da ogni novità che questo pomeriggio rurale le offriva.
Vedere mio padre felice e respirare l'aria pura e leggera della campagna mi ha riempito il cuore di un'immensa e inaspettata gioia.

venerdì 10 agosto 2012

Cose di "casa" nostra

Stamattina io e la nanetta siamo state in giro tutta la mattina a cercare l’occorrente che mi serve per organizzare  la sua festa di compleanno. Dovendo incontrare nel tardo pomeriggio Alfredo, abbiamo deciso di fermarci a casa dei miei per riposarci un pochino e soprattutto rinfrescarci.
A casa non c’era nessuno visto che i nonni per tutto il periodo estivo non ci sono e così appena entrati dentro la piccola ha iniziato a girare per la casa ripetendo, tutte le volte che apriva una stanza, “mamma ma la nonna M. non c’è a casa!”. Più per convincersene, credo, che per altro.
Io ero lì ad osservarla e ciò che ho notato particolarmente è stato il suo muoversi disinvolta all’interno della casa deserta nella quale non entrava da circa due mesi, e la padronanza con la quale apriva ante di armadi e cassetti alla ricerca di quelle che ormai sono diventate le “sue cose”. 
E così dopo neanche dieci minuti che eravamo dentro eccola a sventolare fuori nel balcone la bandiera colorata con la scritta PACE e poi, incurante del caldo afoso di oggi, spuntare con addosso  il mio (ormai ex visto che è diventato di sua proprietà) vestito di carnevale da “principessa Aurora” - come lo chiama lei- e le scarpe con i tacchi (accessorio assolutamente d’obbligo per la  ia piccola Miss!), da esibire in balcone chiamando il paziente “Signor Chiavettaaaaaaaa” per farsi vedere tutta agghindata e al quale chiaramente non ha negato l’inchino regale, e poi di nuovo dentro a correre nel corridoio stavolta in mutandine con in testa la cuffia plastificata che si usa per fare la doccia con i suoi urletti  acuti di gioia e ancora a rovistare tra i cassetti a cercare le mie foto di quand’ero piccola facendomi mille domande. 
Come se mi leggesse nel pensiero a un certo punto mi sono sentita dire: “ Eh, mamma ma io in questa casa ci sono cresciuta!”. 
E in realtà come darle torto? Del resto questa è stata la prima casa nella quale è entrata quando siamo uscite dalla clinica in cui ho partorito e quella nella quale trascorre la maggior parte del suo tempo in attesa del mio ritorno dal lavoro.  
Tornando a casa stasera, mi sono trovata a pensare come in realtà anche per me e mio fratello, da piccoli come da grandi, è sempre stato naturale muoverci all’interno della casa dei nostri nonni materni. 
Da bambini con tutte quelle stanze ci sembrava un castello da esplorare! 
Era un continuo sali e scendi per la scala alla scoperta di ogni angolo nascosto.
Nel cassetto della macchina da cucire della nonna Tita, per esempio,  trovavo sempre dei bottoni bellissimi che sembravano dei gioielli preziosi, e poi era - ed è tuttora!- meraviglioso specchiarsi nello specchio grande che c’è nella camera da letto dei nonni così come aprire l’armadio e i bauli alla ricerca dei vestiti  e delle borsette vintage di mamma e delle sue sorelle. 
E poi il “rito” di aprire la scatola con le foto... 
Solo con essa è possibile ricostruire l’albero genealogico della famiglia!  Contiene le foto in bianco e nero di nonna a tre anni  con i suoi genitori e quelle in cui era fidanzata col nonno Totò e anche quella del loro matrimonio; le foto del nonno quand’era militare e quelle di mamma bambina e poi ragazza insieme alle sue sorelle e allo zio e anche quelle di quando era fidanzata con papà, nonché le tradizionali foto di gruppo dei parenti americani che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere! 
Ci sono anche le foto nostre e dei miei cugini da quando eravamo bambini fino ad oggi e adesso pure quelle dei nostri figli.
Ogni singola stanza di questa casa con i suoi odori e gli oggetti che contiene, dal profumo del sugo profumato di basilico e delle cotolette gustosissime che solo la nonna sa preparare così buone! al modellino di aeroplano in legno costruito dal nonno quando era in guerra, mi appartiene, nel senso che è proprio parte di me: della mia storia e della mia vita, chiaramente.
Rappresenta il mio legame con il passato ma è anche il mio presente e il mio futuro perché come mi ha fatto comprendere oggi la mia piccola saggia anch’io in quella casa ci sono cresciuta e come lei anch’io quando ci entro ho bisogno di andare alla ricerca delle mie “cose”.


domenica 5 agosto 2012

Dancing in the moonlight

E’ passata da poco la mezzanotte.
Big e la nanetta dormono da almeno un’ora ed io sono sul terrazzo di casa dei miei a godermi un venticello fresco che mi rigenera  e mi fa dimenticare il caldo asfissiante di questa intensa giornata che è appena finita.
Da ragazza, quando in estate ci trasferivamo a B., aspettavo sempre che tutti andassero a letto per salire qui sopra e accoccolarmi nella mia poltroncina preferita. Stavo ore ed ore col naso in su a guardare il cielo e ad ogni stella cadente affidavo un desiderio da esaudire.
Stasera invece sono qui da sola, immersa nel silenzio più totale e mi sembra di non dovere e non volere chiedere nulla.
Niente sogni o desideri da esaudire stavolta.
In fondo, mi basta quello che ho…
Vivo una sensazione di tranquillità che da tempo non provavo.
Ho ritrovato in me l'armonia che nei mesi scorsi avevo perso e tutto quello di cui ho voglia adesso è assaporarmi questo momento veramente unico.
Illuminata da un tenue chiaro di luna e in compagnia di un cielo che stasera sento tutto mio.







P.S.: Certo, sentire la vicina russare non ha contribuito a fare aumentare l'armonia dentro di  me ma di sicuro ha fatto da sottofondo notturno. Goodniiiiiiiiiiiiiight!!!!!!!!!!!!!!!!