giovedì 26 luglio 2012

Quadrifogli per me

Ricevere regali è una cosa che adoro!
Che sia per Natale, per il mio compleanno, per un anniversario speciale o semplicemente perché chi me lo fa lo sente veramente indipendentemente da un evento o una ricorrenza particolare mi mette sempre gioia perché lo ammetto, mi fa sentire amata, pensata ed...ehm...si... al centro dell'attenzione!
Se poi a farmi questo regalo (anzi due!!!!) è un carissimo amico con il quale negli ultimi sette anni e mezzo ho condiviso tanti bei momenti , tante confidenze, idee e aspettative più o meno realizzate allora tutto assume un significato molto ma molto più grande del valore in sè dell’oggetto che mi è stato donato.
Dei due regali che ho ricevuto l’altro ieri da G. (il primo è un libro che non vedo l’ora di leggere visto che dal titolo “Casalinga in carriera” sembra scritto apposta per me), mi ha parecchio colpito la frase scritta sulla confezione del braccialetto con i quadrifogli verdi che dice:



“Un desiderio per ogni quadrifoglio,
un quadrifoglio per ogni desiderio”


Secondo la tradizione il quadrifoglio è simbolo di buona fortuna per chi lo trova e per chi lo riceve anche perché ogni foglia rappresenta una qualità: la prima reputazione, la seconda la ricchezza, la terza la salute e la quarta l'amore sincero.
Chissà se il mio braccialetto portafortuna mi porterà almeno una parte di queste belle cose.
Intanto, da quando l’ho ricevuto non me lo sono più tolto, non si sa mai… e poi giusto lo stesso giorno ho fatto un colloquio di lavoro ed è andata bene, visto che da settembre inizio : ))))



Un grazie veramente speciale va a G. per l’affetto che mi ha sempre dimostrato e che con queste sorprese inaspettate ha fatto sorridere il mio cuore.

domenica 22 luglio 2012

Parola d'ordine?

Ebbene sì! Credo che sia arrivato il momento di cominciare a fare ordine in tutto quello che riguarda la mia vita.

A cominciare dall’armadio dentro al quale i vestiti sono talmente ammucchiati da non trovare mai quello che cerco quando mi serve e se provo a infilare qualcosa mi viene risputata fuori perché manca lo spazio per mettere dentro anche un semplice top,

e poi la poltrona della camera da letto che si è praticamente trasformata in una montagna di abiti dismessi la cui giusta collocazione sarebbe tra le cose da lavare

e la cucina, il salotto e lo studio che perennemente sembrano dei campi di battaglia con tutti i giocattoli e le scarpe sparse ovunque, e le bollette, le ricevute condominiali e gli scontrini che aumentano di settimana in settimana e che mi limito a guardare ripromettendomi di riporle prima o poi nel raccoglitore che ho preparato apposta per sistemarle,

e ancora Castleville il mio gioco-rifugio su Facebook dove invece di costruire un regno ho solo creato una gran confusione di palazzi reali, caserme, botteghe, studi, casette, mucche, galline e maialini ai quali non riesco a dare la giusta collocazione nonostante ogni settimana riesca ad ingrandirne i confini,

e infine in me stessa, che esattamente come il mio armadio mi sento stipata e un po’ avvilita da tutti i se, i chissà…, ed i probabilmente riguardo al mio futuro lavorativo (sempre più incerto direi!) che mi fanno sentire confusa e disorientata tanto da perdere di vista i miei obiettivi e non riuscire a vivere serenamente quello che mi succede ogni giorno.

Qualche sera fa invece di dedicarmi alle missioni ho deciso di sistemare il regno di Castleville. Con un po’ di concentrazione sono riuscita a recuperare gli spazi per collocare casette, animali e personaggi e a vederlo adesso devo ammettere che finalmente il mio “regno” ha finalmente trovato il suo perché.

Ieri mattina ho "svuotato" la poltrona della stanza da letto e ho fatto un bel carico di lavatrice.

Oggi è toccata al mio armadio. Ho tolto le cose che non mi stanno più e quelle più nuove le ho messe da parte per darle ai centri di raccolta.

Chissà se uno di questi giorni non riesca a fare la stessa cosa con me stessa…

giovedì 12 luglio 2012

"Pink day"

Tra gli urletti di gioia e le risate vivaci delle due nanette cugine, strafelici di essere insieme e soprattutto al mare, nonostante le loro litigate accompagnate da morsi, tiratine di capelli, strilli e i loro ostinati <<Non voglio uscire dall’aaaacquaaaaaaa!!!!!>>,
il “Parlamidamoreamriù” - con costumino bianco e fisichetto niente male - che per tutto il tempo è stato a fissarci (non si è capito se per il fatto di essere stato abbagliato da me e Fede e dai nostri fisici da cip e ciop o perché terrorizzato dalle due piccole pesti che gli schizzavano in continuazione acqua),
e il “Palamidamoremariù” – seconda versione - con costumone bianco trasparente e panza in evidenza, con il quale, peraltro, la mia piccola nana ha attaccato bottone facendogli un serio interrogatorio del tipo “Ma tu come ti chiami? Ma dove abiti? Ma quanti anni hai?”
i miei “Uhhh! Da quanto non venivo in questa spiaggia!”,
i trenini e i girotondi in acqua tra sorrisi, schizzi e tuffi da sirenette
e il fallito tentativo di Fede di infilarsi la ciambella delle bambine...con la seria preoccupazione, da parte mia, di dovere ricorrere alle forbici per liberarla! : ))))
ieri ho trascorso una bellissima giornata al mare, tutta al femminile, insieme a Federica, Giulietta e a Giorgina.
Un vero e proprio “Pink day” tutto dedicato a noi.
Lontano dal caldo asfissiante della città e, soprattutto per me, dalle telefonate nevrotiche delle mie colleghe e dai mille pensieri che per ora mi assillano.
Immerse nell’azzurro di un mare splendido che ha fatto da sfondo ad una giornata allegra e spensierata.




Ed ecco alcuni scatti:










sabato 7 luglio 2012

Questione di... dignità

Questa volta voglio fermarmi un attimo a riflettere. Nessuno mi metta fretta.
Questa volta voglio decidere per me e scegliere la cosa che mi faccia stare bene con me stessa. Anche a costo di sembrare egoista.  
So che sto facendo un salto nel vuoto, ed io non sono una che ama rischiare nella vita.
Ma stavolta è diverso.
1) Perché indietro non ci voglio più tornare. 
2) Perché nonostante i mille dubbi che mi hanno assalito e le mille domande che mi sono posta circa il mio futuro lavorativo, di una cosa sono assolutamente certa: non permetterò MAI a nessuno di calpestare la mia dignità.
Ci tengo troppo per buttarla via in cambio di un lavoro in un ufficio mega galattico dotato di Mac per ogni dipendente, poltroncine e scrivanie strafirmate che mi è stato offerto solo per mettere a posto la coscienza di chi ha buttato via il lavoro di sette anni.
Io voglio essere valutata per quella che sono, per le mie capacità e professionalità. E sinceramente sentirmi dire “Lei si trova qui perché sono amico di ….” mi ha dato terribilmente fastidio. E non per una questione di orgoglio. Ma perché va contro quei valori di trasparenza e onestà in cui ho sempre creduto e in cui continuo a credere ancora con tutta me stessa.
Di sicuro ci sarà chi penserà che io sia pazza, visti i tempi che corrono e l'opportunità che mi si è presentata (sempre che di questo si tratti, considerando i soggetti...).
Ma stavolta il mio istinto mi ha suggerito la via da seguire ed io, che sono una persona estremamente riflessiva in tutte le cose che faccio (lo ammetto!), questa volta ho deciso di ascoltarlo e dentro di me so che ho fatto la scelta giusta.

“Always wear your invisible crown”