domenica 27 maggio 2012

Yoga domestico

La prima cosa che mi sono detta per incoraggiarmi quando sono entrata in CIG è stata questa: Ante@, vedi il lato positivo della cosa, almeno adesso avrai tanto tempo libero per fare ciò che più ti piace”.

Giusto, tanto tempo libero a disposizione… Che effettivamente era quello che desideravo avere quando lavoravo sette ore al giorno chiusa in un ufficio davanti ad un pc e ad una montagna di carte, documenti e post it attaccati ovunque pronti a ricordarmi le mie scadenze e i mille impegni lavorativi ai quali dovevo far fronte!
In realtà non avevo fatto i conti col fatto che questo desiderato e tanto  atteso tempo libero non è proprio una cosa semplice da gestire e da conquistare … Soprattutto per una casalinga. Infatti…

Sveglia alle 6 del mattino: mi alzo dal letto e con un occhio chiuso e uno aperto a metà, gironzolo per casa piena di buone intenzioni per quanto riguarda il mettere ordine e pulire casa, così tra me  e me penso “mi sbrigo  e poi sono libera…”. 
Purtroppo le buone intenzioni non sempre sono sufficienti visto che quello che vedo e soprattutto trovo in giro potrebbero fare pensare che di notte siano entrati dei ladri in casa e abbiamo messo sottosopra tutto quanto!

Per farvi alcuni esempi: la stanzetta della nana è un campo di battaglia. Una distesa di giocattoli smontati, di bambole svestite e  pezzi di puzzle dispersi ovunque e abbandonati sul pavimento in attesa che qualcuno di buon cuore (ovvero IO) li prenda e amorevolmente li riposi da dove sono stati presi.
E poi c’è il bagno … Entrando si ha l’impressione di essere scampati a un naufragio. Per terra ci sono ancora le pozzangherine lasciate la sera precedente dalla nana, che mentre si fa il bagnetto salta dentro la vasca cantando allegramente “Sembri una spugnaaa SPLASHHHHHHH! sempre in ammollo nanananananaa”. Facendo arrivare acqua e schiuma fino al tetto.

Ore 8,00. Il gigante e la bambina si svegliano dal loro sonno beato e tornano tra noi comuni mortali brontolando e lamentandosi entrambi perché vorrebbero ancora restare a letto a dormire. Colazione, rimessa a letto perché  “mamma prima devo fare scendere il latte e poi mi alzo” come dice  la nana e poi di corsa  a lavarsi e vestirsi in tutta fretta.

Alle 8,45 accompagno la piccola all’asilo e il “grande” al lavoro.
Rientro a casa e continuo con la mia opera di bonifica domestica. Mi restano ancora da fare la cucina, i letti da cambiare e da risistemare l’armadio. E dentro di me la mia vocina amica continua a sussurrarmi: "Tranquilla, in fondo è ancora mezzogiorno. Hai ancora tanto tempo così poi sei libera”.”
Ok vocina, ma poi c’è anche il bucato da fare . E tutta quella roba da stirare???? (Ma com’è possibile che ci sia così tanta roba? In questa casa vivono 3 persone o l’esercito dei Mille!?!).
Oddio, devo pure cucinare!

Alle 13,00 scendo a prendere la nana all'asilo e poi di corsa a casa e dopo pranzo metto a nanna la piccola e continuo quello che avevo già iniziato a fare la mattina.
Ore 18,00 io e Giulia scendiamo a fare la spesa e poi passiamo a prendere Roby al lavoro  e poi di nuovo a casa e…

Ommmmmmmmmmmmmm.
Fai un respiro profondo per armonizzare il corpo e la mente.
Ommmmmmmmmmmmmm.
Cancella i cattivi pensieri che ti fanno rimpiangere la tua vita da single.
Ommmmmmmmmmmmmm.

Per fortuna c’è il Pranayama che mi aiuta ad affrontare le mie giornate da casalinga alquanto disperata!

E del mio tanto atteso tempo libero? Da almeno due settimane non si è vista neanche l’ombra.
 


lunedì 21 maggio 2012

Evergreen

E' un pò retrò...
Ma quando l'ascolto mi sembra più che mai attuale perché parla di sogni, di speranze, di amicizia profonda e di voglia di esplorare il mondo.
E' la colonna sonora del film che adoro.
La ninna nanna che cante alla mia nanetta per farla addormentare e quella che dedico a me stessa quando mi sento un pò malinconica e ho voglia di coccolarmi un pò.
La versione che preferisco è ovviamente l'originale cantata da Audrey, ma stasera su You tube ho trovato questo episodio di "Sex & the city" in cui Mr. Big invita Carrie a ballarla, e l'ho trovato delizioso oltre che estremamente romantico!





Shall we dance Mr. Big?
Chissà... Forse un giorno mi concederai questo ballo.






PS: Grazie Claudia per avermi spiegato come inserire i video di You Tube sul blog! ; )









giovedì 17 maggio 2012

Vademecum della mamma (im)perfetta

"Le donne che commettono errori si chiamano madri".

Questa frase di Abigail Van Buren (da  Wikipedia ho appreso che è una giornalista statunitense), che per  caso ho scovato leggendo una rivista, mi ha parecchio rincuorata visto che mi considero una mamma imperfetta.
Esatto, avete letto bene: sono una mamma imperfetta anzi imperfettissima. 
Perché a differenza delle altre mamme "modello" che sanno sempre tutto su come crescere ed educare i loro figli io mi sento costantemente impreparata ad affrontare questo ruolo per come deve o almeno dovrebbe essere svolto.
La mamma perfetta, per esempio, tiene sempre in borsa dei calzini antiscivolo da tirare fuori a casa delle amiche per evitare che il/la proprio/a figlio/a possa scivolare e farsi male. Io invece non ci penso proprio all’antiscovolo, impegnata come sono nella ricerca di una  coppia di calzini (uguali possibilmente!) dispersi nella cesta della biancheria da stirare.
La mamma perfetta mette i bimbi a letto presto e li addormenta raccontando loro solo una favoletta della buonanotte o cantandogli una sola ninna nanna. Io metto Giulia  a letto verso le 21,30 e per  farla addormentare devo raccontarle l’intera collana di Fiabe che possiede o cantarle il meglio dello Zecchino d’oro. Risultato: mi addormento quasi sempre prima di lei esausta e senza fiato.
La mamma perfetta sa come rimproverare in modo educativo i figli motivando il suo disappunto … Io riprendo Giulia quando fa i capricci mettendomi con una faccia seria, ma subito dopo mi viene spontaneo chiederle <<Amore, ma ti sei sentita rimproverata?>>.


Ma a questo punto mi chiedo: bisogna essere proprio così per essere una buona madre?
E’ così strettamente necessario seguire alla lettera i consigli dispensati dai Manuali dei genitori modello per essere considerati tali?
Oppure si può vivere questo status in maniera più spontanea e naturale senza farci condizionare da stereotipi sociali creati da pubblicità di merendine dove tutti sono sempre felici e contenti e le mamme volano su scope magiche per prendere le stelle per i loro bimbi?
Io vivo la maternità come una scoperta costante, continua  e piena di tante sorprese .
Per me  è istinto puro.
E’ una "situazione" talmente soggettiva che non possono esistere regole da seguire per viverla in pieno (da qui il mio rifiuto a considerare Bibbia quei libri sapientoni su come crescere bene i propri  figli).
E forse è proprio per questo motivo che, nonostante siano già passati 3 anni e otto mesi, vivo ancora come se fosse una novità il fatto di essere diventata mamma e giorno dopo giorno mi rendo conto dell’importanza e della “pesantezza” di questo ruolo che cresce sempre di più, completando (e a volte entrando in conflitto) con la mia persona.  




sabato 12 maggio 2012

Just married


La stagione dei matrimoni viene e va.
In questo periodo devo dire che va, dal momento che l'estate non è ancora arrivata e ho già ricevuto due inviti a nozze.
E devo ritenermi fortunata, visto che 4 anni fa sono stata invitata ed ho partecipato a sette matrimoni (ed ero pure in dolce attesa)! 
Perché per me il vero problema non è tanto quello del regalo. 
Bé si anche, chiaramente...visti i tempi di crisi che corrono bisognerebbe pure creare un fondo risparmi per regalo matrimonio (altrui).
Ma diciamocelo pure, per noi donne il vero cruccio che deriva da un invito a nozze è la scelta dell'abito da indossare. La scelta dell'abito giusto, quello perfetto,infatti, non è solo una priorità della sposa. Ma anche di chi è invitato. Specie se sei donna.
Che si tratti del matrimonio di un parente, della tua migliore amica, di chicchessia, poco importa.
Nel momento in cui ricevi l'invito e ringrazi commossa i futuri sposi per volerti rendere partecipe di un momento così importante della loro vita, nella tua testa scatta qualcosa che tu inconsciamente cerchi di reprimere, ma alla fine la domanda spontanea che naturalmente ti viene è: "E ADESSO CHE MI  METTO?".

Ed è a questo punto che si innesca una vera e propria caccia al tesoro …  Pardon  al vestito giusto per  te!

Per prima cosa, fai una rassegna mentale degli abiti più eleganti che hai nell’armadio ma ti rendi subito conto che nessuno di quelli che hai andrà bene per l'occasione.
Il tubino nero di raso? Nooo, messo troppe volte. E poi il nero, vero che mi fa sembrare più magra, ma non va bene per i matrimoni...
Quello fucsia tutto svolazzante? Nooo, troppo fru  fru e poi mica hai più trent'anni! 
E quello che hai preso l'anno scorso per il matrimonio di...Appunto già me l'hanno visto.

Mmmm...Meglio passare al "Piano B".

Esatto, il piano  B ovvero il momento della "consultazione".
Ti colleghi ad internet per cercare tutti i siti moda da cui prendere spunti e consigli su vestiti, scarpe e accessori; e siccome non ti basta, ti ritrovi a sfogliare tutte le riviste di moda che hai a casa e se queste non ti soddisfano corri subito ad acquistarne di nuove all'edicola che c'è sotto casa.
Per non parlare poi delle riunioni che organizzi con le tue amiche per discutere su ciò che metteranno loro, se hanno già qualche idea o se hanno visto  qualcosa, ecc...

Infine inizia la ricerca vera e propria.
Come una farfalla che si posa di fiore in fiore, anche tu voli di negozio in negozio provando tutto quello che vedi e ti piace.
Questo si, questo no, quello forse...
Alla fine poi lo trovi semplice ed elegante e del colore che volevi tu. E in quel momento provi la leggera sensazione che sia stato  "lui" a cercare te  e non il contrario.
Perché ti fa sentire carina e femminile e soprattutto  perché per un momento ti fa capire che anche questo è, in fondo, modo di dedicarti a te stessa e volerti bene.

mercoledì 9 maggio 2012

Confusa....

Nonostante i progetti nuovi a cui sto lavorando in questi giorni, ieri  e oggi mi mi sono sentita apatica e annoiata. L'entusiasmo con cui avevo abbracciato le mie nuove idee è un pò scemato e anche la mia vena ironica mi ha abbandonata facendomi  sentire come svuotata ...
Mi faccio mille domande su tutto e non sapermi dare delle risposte fa aumentare le mie insicurezze.
Sono confusa. Vorrei trovare una soluzione per tutto e tutti, ma per ora mi sembra tutto così complicato.
Tristezzaaaa per favore vai viaaaaaaaa.


Mi sono scocciata pure a scrivere. Basta, vado a letto.



lunedì 7 maggio 2012

Ansia da scheda elettorale

<<Concentrati, non puoi sbagliare....Su, non è mica un esame all'Università! Basta che segui il colore ed è fatta>>.
Ecco quello che dico a me stessa tutte le volte che vado a votare.
Perchè la mia è una vera e propria ansia da scheda elettorale.
E dire che un pò di esperienza nel campo ce l'ho visto che vado a votare da almeno 19 anni (tutto questo tempo è passato!?!) e per 5 anni sono stata segretaria di seggio e per giunta pure precisina.
Ma intanto tutte le volte che esco da una cabina elettorale contenta e soddisfatta per avere compiuto il mio dovere di cittadina... Paf! Non c'è niente da fare.
Panico... Più mi avvicino alle urne, più mi sento addosso gli occhi nascosti da due occhiali da miope del Presidente della Sezione che con aria minacciosa segue attentamente ogni mio passo e pare mi voglia dire: "Non sbagliare sai!"
Ed eccomi lì, dunque, immobile, con le mie schede elettorali in mano intenta a guardarne il colore e a centrare la buca giusta.
Scheda rosa urna rosa.
Scheda grigia urna grigia.
Ieri almeno era così visto che per queste elezioni Comunali c'era una scheda per il Sindaco e una per la Circoscrizione.
La tragedia vera e propria però sono i Referendum!!!!
In questo caso l'attenzione si raddoppia, il cuore batte all'impazzata, le braccia che si aggrovigliano da sole - visto che ho solo due mani per tenere 25 schede! - e gli occhi vanno a destra e a sinistra per individuare le urne giuste.
E allora si comincia.
Scheda rosa urna rosa.
Scheda grigia urna grigia.
Scheda gialla urna gialla.
Scheda fucsia urna fucsia (ma poi se c'è già il rosa che cavolo ci mettono pure quella fucsia!!! Mah!)
Scheda verde urna verde.
Scheda blu urna blu.
........
........
........

Ora pro nobis.

Finalmente sotto lo sguardo indagatore del Presidente e del Segretario metto tutte le schede nelle rispettive urne.
E' finita... Pfiuuuuuu..... per questa volta è andata.
Sulla mia faccia un sorrisino compiaciuto e un pò cavallino <<Hihihihihiiiiii>>
Afferro di fretta la mia tessera elettorale e fuggo alla ricerca di Roberto che mi aspetta fuori con un sorriso rassicurante e accogliente.
Come sempre.

sabato 5 maggio 2012

Tu chiamalo "Amore"

E' bianca.
Con dei disegni multicolor davanti e dietro.
Lo scollo a barca ampio.
Le maniche a  tre quarti.
E' arrivata circa 2 mesi fa direttamente da Barcellona (o da  Madrid??? Boh, non  ricordo...) ed è rimasta tutta sola soletta nel mio armadio in  attesa  che arrivasse il caldo e potessi indossarla e portarla in giro.
No, no, non ho trovato lavoro in un negozio di abbigliamento né mi sono messa a fare pubblicità (del resto sono in CIG soltanto da 5 giorni!).
Di cosa sto parlando allora? Ma naturalmente della bellissima maglia Desigual che mi ha portato il mio amico Massimo dal suo penultimo viaggio e che ho finalmente indossato stamattina!!!!!
Considerando che oggi è stata la nostra "prima volta" ero troppo emozionata, avevo lo sguardo languido e il cuore sprizzante di gioia... del resto anche questo è amore!!!!







Per fortuna ci ha pensato Roberto a riportarmi con i piedi per terra ricordandomi i miei "doveri" di madre quando mi ha chiesto:
 <<Amore, ma hai dato l'antibiotico alla bambina?>>.
Oddio, sono proprio una madre snaturata.
In quel momento di estasi pura me ne ero completamente dimenticata...
Ma insomma, ogni tanto un momento di frivolezza mi sarà pur concesso!
E al cuor non si comanda...










Il riposo della guerriera

Quando hai vent'anni tutto quello che ti succede nella vita riesci ad affrontarlo con più spensieratezza.  Una delusione d'amore, un esame non superato, il tradimento del tuo migliore amico o amica ti fanno stare male; ti fanno sentire ferito e deluso, si.
Ma basta qualche giorno, forse una settimana, forse anche un mese  per assorbire il  colpo e fartene una ragione  e poi...Zac! Tutto passa....improvvisamente.
Esattamente come come una raffica di vento che per qualche minuto fa sbattere finestre, agitare i rami degli alberi, spettinarti i capelli. Magari al vento segue anche da una pioggia lenta e fastidiosa.
Ma poi tutto finisce, il sole torna a risplendere e tutto ritorna alla normalità come se non fosse successo niente.
Si, a vent'anni è proprio così. Le  responsabilità sono lontane  e  le aspettative su ciò che  ti riserverà il futuro tante. Basta un pianto per spazzare  via il brutto che ci affligge, resettare la nostra vita  e poi cambiare pagina per tornare a sorridere.


A trent'anni ti senti pronta a scalare il mondo.
Ti sei laureata, hai fatto un master e hai già trovato un lavoro e ti senti la ragazza più fortunata sulla faccia della terra. Intanto perché non è da tutti trovarne uno subito e poi perché quest'ultimo ti piace ed è qualcosa che ti appassiona.
A trent'anni la voglia di crescere professionalmente e metterti in gioco è fortissima. Così investi tutta te stessa in questa nuova avventura mettendoci tutto l'impegno e il tempo che hai  a disposizione. E le piccole sicurezze che via via raggiungi,ti aiutano a  rafforzare il tuo carattere, prima  timido e introverso poi sempre più forte e sicuro.
Le aspettative sul futuro sono ancora tante, esattamente come la voglia di raggiungere altri traguardi importanti nella tua vita: il matrimonio i figli... Insomma sei  pronta a crearti un nido tutto tuo.
E la tua vita  scorre così, con nuove responsabilità certo, ma sempre con l'entusiasmo  che ti accompagna da sempre e che ti fa affrontare tutto con  la sicurezza e l'equilibrio che  ormai hai raggiunto.


A trent'anni  ti senti pronta a scalare il mondo.... e sei convinta che il tuo futuro sarà sempre così e che nulla potrà toglierti quelle sicurezze che hai via via conquistato.


Oggi ho trentasette anni (quasi trentotto per la verità!) e da un mese e mezzo quelle sicurezze  che credevo di avere non le ho più.
Ho investito sette anni della mia vita in un lavoro che ho amato immensamente e al quale mi sono dedicata con tutta l'anima gestendolo come se  fosse mio e non da dipendente.
Adesso sono  in Cassa integrazione.
Prima di questo momento neanche ci pensavo  a questa  cosa....sembrava così lontana dalla mia realtà lavorativa!  Invece sono stata io stessa a proporla al mio datore di lavoro, come minore dei mali. Che assurdità, no?


Adesso se mi guardo indietro, provo una grande delusione. Si delusione è la parola giusta. Nient'altro.
Semplicemente perché mi sono ritrovata da sola  a cercare soluzioni produttive per recuperare tutto, un pò come Don Chisciotte nella sua guerra personale contro i mulini  a vento. E perché dentro di me ho la consapevolezza che chi dovrebbe cercare di risistemare le cose non ne ha alcun interesse.


Se guardo al futuro, vedo mille  incertezze (economiche soprattutto)....ma anche mille nuove possibilità.
Giorno e  notte penso  a ciò che  ne sarà della mia vita e cerco di trovare soluzioni e a sfornare idee costruttive.  Chissà se  ci riuscirò...Forse si o forse no. Boh!
Una cosa certa però la so: non mi voglio arrendere.
Non voglio gettare la spugna come fanno in tanti. Alla fine un modo deve esserci per trovare una soluzione  a quella che in questo momento difficile che stiamo vivendo un pò tutti nel nostro Paese e soprattutto nella nostra Isola chiamano "CRISI".
 In fondo sono una "combat girl", una guerriera insomma!
Devo solo curare le mie ferite e poi capire come fare per ricominciare.